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Sunday, July 20, 2008

Through the glass, darkly

"Oh, how I wish I could shut up like a telescope! I think I could, if I only knew how to begin."
For, you see, so many out-of-the-way things had happened lately, that Alice had begun to think that very few things indeed were really impossible.

Lewis Carroll, Alice in Wonderland

It was the summer of 1862. The American Civil War raged on, and Garibaldi charged around the Aspromonte trying to unite Italy. Ice-cream machines and fish-and-chip shops were coming into vogue across the English-speaking world. As the first elevators were being installed in skyscrapers, and Edison patented his first light bulb, the Reverend Robinson Duckworth went on a boating trip with the three daughters of his boss, the Dean of Christ Church College. A fellow clergyman accompanied the group as they rowed up that stretch of the Thames near Oxford that is called Isis. It was the fourth of July: a date of no great significance to a Victorian boating party, but the events of that day would come to bring pleasure to readers all over the world, and even spill over into this metaworld of ours. For the entertainment of the Liddell children, Charles Lutwidge Dodgson - mathematics professor, logician, deacon, writer, and amateur photographer - wove them a story about a little girl and a white rabbit. He named the girl Alice.

Dodgson - better know by his pseudonym Lewis Carroll - published Alice in Wonderland in 1866 and six years later, Alice's Adventures Through the Looking-glass. The combination of numbers and nonsense, vivid characters and a plot struck through with the dream logic of childhood have made both books world-wide best sellers. They have been embraced, skewed, imitated and enlarged upon by numerous writers and artists.Enter a very special wonderland here in Second Life when you step onto the Jabberwocky sim by Surrealia Anatine. Far from Disney, this superior build with its hints of unfinished business celebrates both Alice books with style and mystery. It is a true work of art in a ... park. Just our cup of tea.
TP onto the island, and a colossal mantle clock looms into view. Panning back, one sees a plateau, almost a cake left in the rain, the checkerboard icing beginning to fade and turn, the whole sliced down the middle by a steely ramp inviting exploration. But beware of first impressions; if you imagine that the only way is up, you'll soon discover there is a downside of equal drama here.
On the black and white plain looms an uneasy industrial architecture touched by chess; well-chosen shops blend seamlessly with the overall design. The central tower with its red-streaked interior speaks of the wealth and misery of Hard Times; the red lights, crowns, and the nearby Red Queen boutique create a pleasing conflation of pastimes where all borders are blurred. I flew to the top of the tower, and observed another lone traveler far beneath me, strangely intent on riding the knight that circles the base... the white knight (but not the rider) can be seen below in the Italian part.

Eventually, I fell through into the lower world. You will too, one way or another, crashing into the icy underground river that veins the caves under Jabberwocky. You'll need all your cam and flying skills to navigate walkways that recall the cast-offs of more innocent times, interlaced with interstitial pipes and trusses. Strange playing cards give way to tunnels echoing the hearts, diamonds, spades and clubs of childish afternoons. Here a tree of hearts growing upside down, there a strange key in a hidden box, whose purpose remains obscure to this writer. Occasionally a wooden prim raises the question of textures to come. Everywhere the roots of giant trees that are invisible on the surface. No interpretative posters here; the flights of fancy and the zest for exploring must come from within your own imagination, ably assisted but never imposed upon by the constructors.
The sim was opened on the 145th anniversary of that first story-telling, and is a triumph by a great SL talent. From her profile, I gather Surrealia also makes films (why not watch this one) and avatar animations; she invites your photographs, and I defy you to abstain from taking some here. If you are quick and quiet, who knows, you may get a photo of a frumious bandersnatch - you may send that snap to me.

*****

- O! come vorrei ritirarmi come un telescopio! Potrei farcela, se soltanto sapessi da che parte cominciare!
Converrete infatti che di recente le erano capitate tante di quelle cose fuori dal normale che Alice
cominciava a pensare che ne restavano solo pochissime davvero impossibili.

Lewis Carroll, Alice nel Paese delle meraviglie (trad. Aldo Busi)

Estate 1862. In America, la sanguinosa guerra civile continua. Garibaldi accolto con l'entusiasmo del popolo siciliano si dirige verso l'aspromonte. Cominciano a diffondersi per il mondo industrializzato le prime macchine per il gelato, comincia la storia d'amore tra gli inglesi e il loro piatto nazionale il fish and chips, i primi ascensori vengono istallati nei grattacieli; Edison brevetta la lampadina elettrica. Il Riverendo Robinson Duckworth porta a spasso le giovani figlie del suo capo, il Dean di Christ Church College. Una gita in barca insieme ad un amico, anche lui un religioso della chiesa anglicana. Con un battello a remi passarono un pomeriggio sul fiume Tamigi, ribattezzato Isis quel tratto che attraversa la città universitaria di Oxford. Era il 4 luglio, un giorno come un altro per questi inglesi, ma quel pomeriggio nacque un capolavoro internazionale che continua a dar piacere a lettori e creativi, sia nel mondo reale che qui nel metaverso. Per far divertire le ragazze, Charles Lutwidge Dodgson - matematico, scrittore, fotografo ed ecclesiastico - raccontò la favola d'una bambina e un coniglio bianco. E alla bambina diede il nome Alice.
Dodgson, meglio conosciuto come Lewis Carroll, pubblicò Alice nel Paese delle meraviglie nel 1866 e sei anni dopo Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò. Libri pieni di numeri mistici, parole 'nonsense' inventate da Carroll, personaggi indimenticabili e un trama che segue la logica dormiveglia dell’infanzia. Libri imitati, adattati, reinventati in mille modi da scrittori e artisti di ogni genere.
Si entra in un paese delle meraviglie qui in Second Life quando si mette piede nel sim ideato e costruito da Surrealia Anatine. Surrealia crea pose e animations per avatar, e video. Molto lontano dalla versione Disney, qui troverai il lato oscuro dei libri forse, ma indubbiamente un'interpretazione artistica, quindi proprio ciò che ci diletta di più, un ... parco d’arte.
Un gigantesco orologio da caminetto è il primo oggetto che vedrai arrivando con il Tp in sim Jabberwocky: cominciano subito i giochi di prospettiva e dimensione. Davanti a te, un altopiano dirupato quadrato. Quasi come un'enorme torta da compleanno, - o siamo noi diventati minuti? - ma una torta abbandonata sotto la pioggia con la glassa a scacchiera dilavata e rovinata, sembra tagliata infine da una ferrea rampa che porta in cima. Attenzione, qui non è tutto come sembra, sotto sotto c’è di più.
Salendo, evitando il buco del coniglio e altri intoppi, troverai un'ampia pianura. Ospita un’architettura che rispecchia le solide incertezze d’un mondo industriale novecentesco ricco ma inquinato e problematico all’insegna di un colossale gioco di scacchi. Qui troverai negozi che offrono prodotti in perfetta armonia con l’atmosfera del sim, e di ottima qualità. L’interno nero-rosso della torre centrale - un re di scacchi - la fa sembrare ciminiere d’una fabbrica gigante. Vicino la presenza della bigiotteria 'Red Queen' aumenta la sensazione liminale tra i giochi d'infanzia e le tattiche del mondo dei grandi. Ho volato fino alla stanza belvedere in cima alla torre, sotto un avatar giocava con il cavaliere bianco che gira intorno.

Più tardi sono caduta - non ti dirò come, non so neanche io - e mi sono trovata in un mondo sotterraneo, un mondo di crepacci e la gelida acqua che scorre nelle vene di Second Life. Le pareti e i sentieri di queste caverne metteranno a prova la tua destrezza con il cam e la tastiera. Si cade facilmente dai ponti fatti da carte da gioco antiche; ci sono strani passaggi, vicoli ciechi e case delle bambole da scoprire; spesso conviene volare. Immagini legate al mondo di Alice abbondano, ci sono tunnel a forma di quadri, picche e cuore, e un albero che cresce all'ingiù dove mi sono riposata un po'...

Le radici di alberi giganti sbucano dalle pareti, e troverai anche libri di favole, gioccatoli giganti abbandonati tra le ombre nostalgiche. Cosa significano? Attraverso lo specchio della tua fantasia sta a te decidere.

1 comment:

Surrealia said...

I am truly honored by this posting of yours. I don't think anyone has put into words so eloquently what I tried so hard to achieve with Jabberwocky- or understood it so completely.

Thank you so much!

<3 Surrealia