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Thursday, April 9, 2009

Steve Ruhig: James and the Jive

If you build it, they will come.

Theodore Roosevelt, (Speaking of the Panama Canal)

Heaven's Island is a very pleasant little sim, fresh faced and modern, with some charming shops selling plants and butterflies; one store has robots outside it, just like the one in The Iron Giant, which is my favourite animated film of all time. Four nice symmetrical waterfalls frame the sim, and on a little jetty by the ocean you'll find Java Jive. It's Steve Ruhig's poetry hangout, and I asked him how it all got started.
Steve Ruhig: I've been in SL about a year. I was teaching an interdisciplinary course on ontology, and I thought SL might be a good way to problematize the question of existence. The class spent a week here, but I just stuck around. I founded Java Jive because I wanted to create a place where people could meet, talk, and share ideas. Oddly, at first, poetry readings were just one kind of event that I thought it would be nice to do. As it has turned out, poetry is by far the most rewarding thing that happens at Java Jive. I write poetry, with increasing frequency, though I won't call myself a poet until I write something that exceeds me. So far the best I can do poetically is to coincide with myself--which is fine, and it's satisfying, but poetry should transcend. Some of my friends are indeed poets, both in and out of SL. Interestingly, "poetic" friendships seem easier in SL than in RL.
Steve Ruhig: I plan to hold one reading per month, more once I've gotten to know more SL poets. The name of our group is Java Jive, and there are 40 members in the group currently. I generally invite two or three poets to perform. I never do themed evenings, because for me the great joy of poetry--of life, in fact--comes from trusting someone enough to let him surprise you. When poets decide what they want to do, even if--in fact I'm tempted to say especially when--their selections make up a farrago of voices, moods, forms, and styles, I feel as though I've been led along some strange, often wonderful, private pathway. That can only happen if you trust people. The hardest part about organizing events like poetry readings in SL is finding a time that works for everyone. The poets have always been great to work with, and the audiences have been appreciative. But the very best part is listening to poetry, the only original speech act that language can tolerate. There is a certain here and now about poetry that exists in no other art form.
Java Jive moved to sim Heaven's Island quite recently, to avoid the lag that so often spoils an otherwise meaningful group event, and it's worked out very well so far. The perfect poetry host, Steve goes with the flow, but I wondered what his personal preference is when it comes to verse.
Steve Ruhig: Oh, that's too difficult a question! But to make SOME sort of answer, I'll resort to an Aristotelian commonplace: a poem should be what it's trying to become. That means if it wants to be witty - Donne, Billy Collins, Elizabeth Bishop - it should be witty and can't be faulted for failing to be ponderous. But if it wants to be ponderous - Tennyson, Pound, Eliot - then we can't blame it for not making us laugh. Ultimately, I suppose I'm a bit of a language poet, but I also want to be assaulted emotionally - that is, I want poetry to be both gorgeous and deadly.
Steve Ruhig: If I were going to make an Art Park, it would be the Henry James Observatory. This is how I imagine it: You walk into a large, empty, circular room with a single chair in the middle. Above, at maybe fifteen feet, there is a catwalk running along the length of the circular wall. You notice that on the catwalk stands Henry James, who is watching you. And you watch him watch you.
Well, you know what they say, Steve: if you build it, they will come.
Join the Java Jive group for updates and notices for the upcoming April event.
Se lo costruisci, verranno.
Theodore Roosevelt, (Parlando del canale di Panama)
La graziosa simmetria di sim Heaven's Island ti incanta appena arrivato; ci sono quattro cascate e ponticelli che portono ai bei negozi, in vendita piante, e farfalle. Davanti all'entrata di un altro di questi negozi ci sono tre robot come quello de Il Gigante di Ferro il mio film di animazione preferito. Simpaticissimi, ma non so dirti cosa vendono nel negozio, non avevo tempo di curiosare: ero su Heavens Island per motivi poetici. Qui infatti si trova un luogo di poesia, il coffee shop di Steve Ruhig, Java Jive.
Steve Ruhig: Sono in Sl da circa un anno. Stavo insegnando un corso interdisciplinare sull'ontologia e pensavo che attraverso SL potevamo problematizzare la questione dell'essere. La classe ha passato una settimana nel metaverso, ma io non ho voluto abbandonare l'esperienza. Ho fondato il mio locale Java Jive come luogo d'incontro per le persone che desideravano incontrarsi, parlare, condividere idee. All'inizio fare le serate di poesia era solo uno delle iniziative che volevo esplorare, ma ben presto queste serate sono divenute l'aspetto più gratificante della mia seconda vita. Ho sempre seritto poesie, ma ora mi trovo ancora più attivo. Attenzione, però, non mi definisco poeta né mi definirò tale finché non scrivo qualcose che reputo sia 'più' di me stesso. Finora giudico che le mie poesie coincidono con la mia persona, e questo va bene, e mi soddisfa, ma la vera poesia deve trascendere. ho molti amici poeti sia innella vita reale che in-world, e considero sia più facile formare amicizie poetiche in Sl che in RL.
Facciamo una volta al mese le serate di poesia. Il mio gruppo Java Jive conta circa 40 membri. Di solito leggono due o tre poeti diversi, e le serate non hanno un tema perché per me la gioia della poesia - e della vita - nasce proprio dalla fiducia: fidarsi talmente di una persona che puoi lasciare che ti sorprendono. Quando è lasciato ai poeti la scelta - anche se a volte la loro scelta può consistere di una farragine di voci, stati d'animo, forme e stili - mi sento come se fossi portato per un sentiero meraviglioso e privato. Questo può accadere soltanto quando c'è la fiducia.
Steve Ruhig: L'aspetto più difficile di SL per me è trovare un'orario che va bene per tutti, ma devo dire che sia i poeti che il pubblico sono stati molto accomodanti e riconoscente. L'aspetto più bello della mia vita di SL, è ascoltare la poesia, l'unico atto di parlare che il linguaggio può tollerare. Nessun'altra forma d'arte ha l'immediatezza della poesia.
Steve è un padrone di casa molto generoso e ospitale, volevo sapere quali generi di poesia gli piacciono personalmente.
Steve Ruhig: Domanda difficilissima! Do una risposta aristoteliana - una poesia dovrebbe essere ciò che intende divenire. In altre parole, se una poesia vuol essere spiritosa - come quelle di Donne, Billy Collins, Elizabeth Bishop - dovrebbe essere spiritosa e non la si deve criticare perché non è poderosa. Ma se vuole essere poderosa, come le poesie di Lord Tennyson, Ezra Pound (ecco un video del vechissimo Ezra Pound con Pasolini), Eliot, allora non dobbiamo criticarla perché non ci fa ridere. Infine, penso d'essere un poeta di linguaggio, ma desidero anche la poesia che aggredisce i miei sentimenti: voglio che sia magnifica e fatale.
Steve Ruhig: Se dovessi io fare un parco d'arte in SL? Ho in mente un'osservatorio Henry James. Un salone grande, circolare, con al centro un solo posto a sedere. Sopra, in alto, diciamo a cinque metri, una passerella che fa il giro della stanza. E lassù, la figura di James, che ti sta osservando. E tu osservi lui, che ti osserva.
Cosa aspetti, Steve. Se lo costruisci, veranno.

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